Alex Varani

Imola (Bologna)

Two Worlds © Alex Varani

Queste immagini (una delle quali ha vinto il concorso “National Geographic Italia 2015”, per la categoria Mondo Animale) sono state realizzate con la tecnica dell'over-under, con l'obiettivo a filo d'acqua, nella baia di Cenderawasih, in Indonesia, nota per la presenza di squali balena.
In questa baia, i pescatori di calamari stazionano per mesi su traballanti piattaforme di legno ad alcune miglia dalla costa. Lo scarto del pescato attira squali balena (Rhincodon Typus) che sembrano apprezzare questa insolita ghiottoneria. Gli squali balena per le popolazioni locali sono sinonimo di buona fortuna e vengono trattati come dei veri e propri cuccioli. La serie fotografica è stata realizzata nel corso di una crociera subacquea di 10 giorni, in giornate tempestose non senza difficoltà. “Ci è bastata questa esperienza”, spiega l’autore, “per convincerci che Cenderawasih Bay è un patrimonio globale, degno del nostro rispetto e della nostra protezione”.

La Baia di Cenderawasih in West Papua è un toponimo sconosciuto alla maggior parte delle persone. Si trova sulla costa nord occidentale della Papua, l’estrema propaggine orientale dell’Indonesia, Irian Jaya per i locali. E’ per lo più un luogo per pionieri, dove pochi osano, dove il tempo si è fermato a causa del suo isolamento, della bassa densità umana e perché lo stato indonesiano ne ha fatto, per fortuna, il più grande parco nazionale dello stato che comprende 1,5 milioni di ettari di mare.
Le foreste della zona sono l’habitat dei famosi uccelli del paradiso: Cenderawasih è appunto il nome comune di uno di questi e lo stato della Papua Nuova Guinea lo ha ritenuto talmente bello da raffigurarlo sulla bandiera nazionale. Questa zona sta diventando un hotspot per i subacquei più avventurosi: la baia è costellata da centinaia di piccole isole e atolli che ospitano alcune dei giardini di coralli più incontaminati in Indonesia; è stata teatro di molti scontri bellici durante le battaglie del Pacifico nella seconda guerra mondiale e quindi ricchissima di relitti di navi e aerei in bassi fondali;  presenta molte varietà endemiche di vita marina a causa della separazione della baia dal mare aperto per migliaia di anni tale da fargli guadagnare l’appellativo di "Le Galapagos delle barriere indonesiane". Ma è soprattutto famosa in qualità di unico luogo al mondo dove gli avvistamenti di squali balena sono pressoché garantiti.

Nella zona di Kwatisore, a circa un miglio dalla costa, ci sono una ventina di piattaforme di legno galleggianti dette “bagan” utilizzate dai locali per la pesca notturna di calamari. La permanenza continuativa di queste strutture in questi mari poco disturbati, ha reso possibile un fenomeno più unico che raro: gli squali balena si sono abituati alla presenza dell’uomo e approfittano dello scarto del pescato intrappolato nelle reti per venire a cibarsi direttamente sotto le piattaforme, a pochi centimetri dalla superficie. Negli altri mari, di solito questi esemplari vengono avvistati da soli, al massimo in coppia, mentre nuotano placidamente filtrando il plancton, ma qui se ne sono contati fino a 13 tutti assieme sotto una stessa piattaforma. I pescatori li trattano col giusto rispetto, come si tratta il cucciolo del proprio cane, oltre che attribuirgli doti di portafortuna.
"Per noi è una esperienza emozionante e spettacolare", dice Alex Varani. "Ci tuffiamo a ripetizione in gruppi poco numerosi di 4 persone per volta, e per un’ora ogni volta rimaniamo vicino alla piattaforma nuotando tra questi leviatani del mare che si mostrano in tutta la loro possenza e grazia. Pesci di 8-10 metri di lunghezza, pesanti 15-18 tonnellate arrivano a sfiorarti, senza toccarti, spalancano le loro enormi bocche carnose risucchiando l’acqua ricca di gustosi scarti di pesce. Gli squali sono consapevoli della presenza umana, sono curiosi e in un paio di occasioni ci danno l’impressione di giocare con noi. Ti scrutano coi loro occhi circondati da morbida pelle e pare ti sussurrino: “resta pure qui vicino a me, ma attento... questa è casa mia”. Guardiamo le profondità marine: sotto di noi il fondale imperscrutabile è a 80 metri e non possiamo che condividere i lori pensieri. Per due giorni interi abbiamo assaporato questa magnifica convivenza tra mondo marino e mondo terrestre e siamo certi che mai più ci capiteranno situazioni analoghe. Non c'è da stupirsi che un tale spettacolo stia facendo aumentare la reputazione di questo remoto avamposto e ne stia facendo la meta imperdibile per tanti subacquei. Gli squali balena sono già menzionati come specie vulnerabile dall'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN)."

All pictures are copyright © by Alex Varani

share