Carla Ingrasciotta

Desenzano del Garda

Il teatro popolare di Mazara del Vallo: Quando la cultura nasce dalle coesione del popolo © Carla Ingrasciotta

Tra i vicoli della kasbah mazarese, nel cuore del centro storico in cui si è radicata ed integrata con i secoli la comunità araba, si nasconde una delle più sorprendenti attrazioni turistiche di Mazara del Vallo, località siciliana forse più nota come importante città portuale più che apprezzata per il patrimonio artistico che essa conserva. Eppure Mazara del Vallo, la cosiddetta “città delle cento chiese”, è una delle sedi più importanti e allo stesso tempo sconosciute del barocco siciliano, una realtà ricca di tradizioni popolari ma anche aperta all’assimilazione delle correnti arabe, filtrate nell’arte ma anche negli usi e costumi di questa città “a due passi” dal Nord Africa.

E proprio di tradizioni popolari, il Teatro Garibaldi è il massimo esempio. La storia del Teatro Garibaldi di Mazara del Vallo, ovvero "Teatro del Popolo", dimostra come la cultura, la coesione del popolo mazarese e la volontà di avere un luogo dell'arte in cui riconoscersi, si siano uniti tra essi producendo fatti culturali e storici di grande importanza. Questo luogo dell’intrattenimento culturale, nasce, infatti, in pieno Risorgimento, terminata la dominazione borbonica e sull’onda dei moti rivoluzionari del 1848 che popolarono la città, come il resto del territorio italiano, che in quegli anni andava cercando un’identità nazionale soprattutto nella creazione di un’ unità sociale piuttosto che territoriale.

La prima pietra venne posta proprio nel 1848 su ordine dell’architetto don Gaspare Viviani, incaricato dal comitato cittadino di porsi capo al progetto. L'edificio, nato dal pre-esistente Teatro Comico della città, fu realizzato in soli tre mesi ed inaugurato il 12 gennaio 1849, con il nome di Teatro del Popolo, un chiaro segnale anti-borbonico da parte della comunità mazarese, di voler dedicare l’edificio al popolo e a nessuna entità suprema. Tale azione costò cara al teatro poiché, a seguito della restaurazione del Governo Borbonico nell'aprile del 1849, fu proprio da esso che iniziarono gli atti di rivalsa dei tiranni appena rientrati a Mazara. Tra i primi atti anti-popolari e anti-risorgimentali, vi fu proprio la rimozione del simbolo della Trinacria, apposto sull’arco d’ingresso, e la sospensione dei fondi economici destinati al teatro, il quale venne rinominato Teatro Garibaldi con una delibera del 5 marzo 1862.

La struttura, una sala a ferro di cavallo con un duplice ordine di palchi e un loggione, è completamente realizzata con assi di legno ricavate da vecchi pescherecci in disuso messi a disposizione dai pescatori mazaresi, che contribuirono così anche economicamente alla realizzazione del loro teatro. Ma la peculiarità che ebbe questa istituzione culturale, da cui il nome "Teatro del Popolo", risiedette nel fatto che gli spettatori non furono solamente appartenenti all'aristocrazia ed all'alta borghesia, ma soprattutto masse popolari che, riscoprendosi, decisero di destinare le proprie risorse ed il proprio tempo nelle attività culturali. Ed anche quando il Teatro fu chiuso, nel 1930, quando l'attività teatrale andò diminuendo fino a cessare del tutto, la gente continuò a riunirsi segretamente, spinta dalla sete di cultura e di sapere. Da ciò si ricava come, le esigenze culturali, molto spesso, possono essere, in momenti di grandi crisi e di rivoluzione, importanti punti di riferimento per l'aggregazione sociale e le scelte economiche da sostenere, per rafforzare il senso di identità dei popoli. Dal 2011, grazie al restauro iniziato nel 2003 e portato a termine nel 2006, il teatro è tornato ad ospitare spettacoli ed è oggi, come allora, sede dell’intrattenimento culturale per il popolo mazarese.

Carla Ingrasciotta è laureata in Storia dell'Arte ed opera come editor presso una casa editrice a Venezia. "La mia passione per la fotografia nasce dal mio interesse per l'arte. E' questo infatti il mio vero campo di studio e di lavoro. Insieme all'arte, nutro una grande passione per il viaggio. Le mie fotografie nascono dall'inarrestabile desiderio di conoscenza, sono portata ad esplorare il mondo, e condivido i miei scatti di viaggio con chi, come me, vuole riempire i propri occhi di bellezza, di nuovo, di meraviglioso e sorprendente."

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