Tiziana Cera Rosco

Milano

Tiziana Cera Rosco, artista, nasce a Milano nel 1973. Attratta fin da bambina dalle Sacre Scritture e dalla Natura, è esponente della poesia mistica e selvatica, poesia visionaria che ha trasportato sia nelle sue opere fotografiche (lavori per i quali ha inventato una tecnica di lavorazione manuale) che nelle performance. Nel suo lavoro si rintraccia l’idea umanista di artista totale che usa ogni mezzo artistico e naturale disponibile per la manifestazione di una visione che ha sempre a che fare col sacro, anche il sacro naturale. Le sue fotografie sono immerse in un orizzonte quasi religioso in cui le figure spesso nascono dal buio. Ha sempre lavorato sul tema del corpo iconicizzato, anche quello del nudo, e ha affrontato con le installazioni, la musica, la fotografia, la parola, l’immagine, le performance i temi della preghiera, del corpo familiare, del doppio, della deposizione, della dedizione e della castità selvatica. Gli ultimi lavori si svolgono sul tema del perdono, della caduta e della protezione, con la sua figura fissata su gonne altissime che lei stessa confeziona.

"Quando ho iniziato a fotografare avevo un’immaginazione pittorica di suggestioni assolute, legate a Caravaggio", spiega l'autrice. "E fotografare era il modo breve per giungere a un quadro, al tempo eterno e all’attimo bloccato, a quel recesso, a quel remoto che una figura porta in sé; ma soffrivo dal centro delle mie mani, perché la stampa della fotografia, la stampa nuda e cruda, era come la dichiarazione di una disperazione senza che nulla venisse mediato. Desideravo intervenire con un principio di irriproducibilità che tenesse conto dell’irruzione anche delle mie mani non solo della visione e del mio corpo esposto. L’immagine da sola svelava troppo e così, con una tecnica di intervento che parte dalla stampa utilizzando i processi della lavorazione per il legno, ho cercato una protezione delle opere, una velatura e una fenditura che le riaprisse diversamente, per creare un varco che permettesse di comprendere la fragilità che porta con sé una vita messa in opera."

"Sono arrivata così alla lavorazione di mille microcrepe che attestano che la materia della vita è vulnerabile e che la vulnerabilità ci rende leggibili come una mappa; anche questa, però, è una conoscenza apparente, perché in realtà tutte queste piccole lesioni salvano la figura da una lettura bruciante, da una lettura che vorrebbe toccare la figura come una retina fragile. Le lesioni proteggono la figura, il nudo della figura. Un piccolo velo cicatrizzato che rende il nudo intoccabile: io sono come vestita dal mio nudo. Ho sempre pensato che le figure emergano da un’oscurità e che, anche per questo, non sono mai immobili. Toccarle potrebbe farle ritornare indietro per sempre e quindi io ho bisogno di proteggerle."

La sua ultima sperimentazione è con la motion capture per scrivere musica live muovendosi nello spazio e diventare un vero strumento umano, un controller di suoni e immagini usando il corpo. Conduce, in monastero, corsi di trascrizione di testi a mano e corsi di autobiografia fotografica. Ha pubblicato diversi libri di poesia, è tradotta in 4 lingue, ospite di numerosi festival nazionali ed internazionali, di residenze d’arte, gallerie, convegni e monasteri. Nei teatri è impegnata con la trilogia degli animali sulla femminilità e testi di poeti da cui è ispirata. Ha esposto e performato in numerosi musei e gallerie sia in Italia che all’estero. E’ ora impegnata nella scrittura multimediale del Requiem per Olmo e nel Commento alle Ultime Sette Parole di Cristo sulla Croce. Ha una passione per i cervi, i lupi, le icone bizantine e quando sarà molto vecchia farà il falconiere.

Intervista e Video di Tiziana Cera Rosco  |  Official Website

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